Gli spettacoli

Un amico inseparabile #10

Giovedì 27 giugno 2019

10 anni …

ne è passato di tempo da quando venne tagliato il nastro di Areadanza. Era il 1 marzo 2009, le aspettative erano ampie, i progetti molto ambiziosi e le idee tantissime. Con tanto coraggio ci siamo impegnati per costruire, mattone dopo mattone, quello che Areadanza è oggi. Ma non ci riferiamo al fatto che Areadanza sia conosciuta in tutto il mondo.  Non parliamo del fatto che tra i nostri allievi, coloro che vogliono provare a fare della danza la loro vita, raggiungono sempre brillanti risultati alle audizioni, dimostrando l’eccellenza e la poliedricità artistica con cui vengono cresciuti all’interno di Areadanza. Non citiamo il fatto che alcune tra le Accademie Professionali e Compagnie tra le più importanti del mondo continuano a rinnovare la collaborazione con Areadanza, riconoscendone l’alta qualità nella formazione degli allievi. Noi stiamo parlando di altro. Ciò che a noi sta più a cuore è il fatto che Areadanza sia realmente diventata una grande famiglia, con qualche discussione, litigio ed incomprensione (in quale famiglia, del resto, non ve ne sono?), ma anche con la consapevolezza che Areadanza è considerato un luogo “sicuro”, dove ognuno di voi si sente a proprio agio, esattamente come a casa; dove non solo i ragazzi, ma anche i genitori, amano restare a parlare, a stringere amicizie, a programmare week-end o vacanze; dove è anche divertente spettegolare (a volte un pò troppo…) ed osservare le dinamiche che mutano continuamente. 

La nostra più grande gioia e soddisfazione risiede nel fatto di essere testimoni e riferimento nella crescita dei nostri allievi. Essere presenti e partecipi nei momenti più delicati della loro crescita, aiutando ed appoggiando i genitori in questa fase così importante per questi futuri adulti, è per noi motivo di grande orgoglio. 

I momenti che stiamo creando con loro saranno indimenticabili e costituiranno pietre miliari nella loro crescita, così come le esperienze vissute li aiuteranno a formarsi il carattere. Anche se spesso otteniamo ottimi risultati ai concorsi, ciò che resterà impresso sarà sempre e solo l’esperienza vissuta, gli aneddoti e le scemenze dette o fatte insieme sul pullman o in albergo. 

Il tempo passa per tutti ed in questi 10 anni da Areadanza sono passati migliaia di volti. Ognuno di essi ha lasciato il segno. Ognuno di essi ha contribuito a farci arrivare qua. Ognuno di essi, in bene o in male, ha fatto crescere e migliorare anche noi. 

Vi lasciamo con questa frase di Fernando Pessoa, vi auguriamo una piacevole serata ed una straordinaria estate…

“Il valore delle cose non sta nel tempo in cui esse durano, ma nell’intensità con cui vengono vissute.

Per questo esistono momenti indimenticabili, cose inspiegabili e persone incomparabili”

 

 

SER - #pensare #ascoltare #parlare #amare #costruire

Sabato 25 novembre 2018 Livorno - Sabato 1 dicembre 2018 Chiva (Spagna) - Giovedi 12 marzo 2020 Veria (Grecia)

 SER… tre lettere che in spagnolo vogliono dire “Essere”. Un verbo semplice ma estremamente complesso, che nel suo enorme spessore filosofico descrive il mondo di ciascuno di noi, la nostra essenza, l’eredità che lasceremo. SER  è liberamente ispirato ad una storia qualsiasi, di quelle che senti alla fermata del bus o che leggi sui social, ma che spesso racchiudono riflessioni profonde ed una grande morale. Con SER vogliamo accendere i riflettori sulle priorità che dobbiamo avere nelle scelte, sull’importanza dei piccoli gesti e sull’impatto che questi hanno sulla nostra vita e su quella di chi ci circonda. SER è l’augurio che ognuno riesca a vivere intensamente ogni istante, ogni emozione, ogni respiro, perchè la nostra esistenza è effimera e fugace… Con SER vogliamo invitarvi a pensare per prime alle palle da golf, senza però rinunciare a tutto il resto…

  

Raccontami

Mercoledi 27 giugno 2018

… Mi racconti una storia ?

Chissà quante volte abbiamo posto questa domanda alla mamma, al papà o ai nonni. 

Quella che adesso ci sembra una richiesta scontata, è invece un interruttore. Il bambino chiede questo perché col racconto si accende la fantasia e s’inizia il viaggio nel magico mondo dell’illusione. Questo è il motivo per cui ci chiedono di ripetere Biancaneve centinaia di volte, ma quando arriva la strega è sempre un sussulto.

A tutti piace raccontare le proprie avventure, ascoltare le vicende della propria famiglia, le storie vissute da altri, le fantasie, i sogni e perfino le barzellette. Il bisogno di raccontare è nato con gli esseri umani, che sin dalla notte dei tempi hanno iniziato a tramandare fatti e tradizioni con il racconto, tutti riuniti attorno al fuoco. Poi si sentì la necessità di raffigurare i propri racconti, per renderli chiari ed interpretabili da tutti, e nacquero i graffiti. Tutto questo per dare sfogo al desiderio degli uomini di raccontare e tramandare storie che contenevano la loro esperienza, le loro fantasie, le loro scoperte.

Attraverso il racconto gli uomini hanno cercato di dare risposte alle domande fondamentali sulla vita e sull’origine del mondo, hanno conservato la memoria delle loro imprese più grandi, sono stati depositari dei primi rudimenti scientifici ed hanno orientato l’educazione delle nuove generazioni.

Ma… non è sempre così. Da bambini sentiamo continuamente il bisogno di raccontare le nostre esperienze e confrontarci con gli altri. Poi cresciamo ed iniziamo a distaccarci da questo desiderio. Ci isoliamo. Ci sentiamo autosufficienti, invincibili, migliori degli altri. Non raccontiamo più niente e non vogliamo sapere più niente. Arriviamo al punto che se si entra in un ascensore con altri sconosciuti e si dice semplicemente “buongiorno a tutti”, si passa da scemi e si vede la vecchietta nell’angolo che stringe a se la borsetta… solo perché si esce dalla normalità compiendo un gesto che dovrebbe, esso stesso, essere la normalità : dare il buongiorno a tutti…

Non sappiamo come si chiamano i vicini di casa, non siamo più capaci di parlare e confrontarci. In quest’era di progresso e tecnologia viviamo attraverso i social e le immagini speculari di noi stessi. Arriviamo persino a litigare via whatsapp…

il nostro ruolo sociale si misura attraverso il numero di amici su facebook ma gran parte di questi, se li incontriamo per strada, ci giriamo dall’altra parte e facciamo finta di non averli visti. Abbiamo la presunzione che ogni post sia riferito a noi. 

Basta !!! 

E’ arrivato il momento di fermarsi e cercare di tornare a quando ci si dichiarava l’amore col cuore che scoppiava nel petto, 

a quando si era felici di salutare le persone, 

a quando una persona più allegra era vista esattamente come una persona allegra, non come un cretino che saltella,

a quando era bello aspettare di vedersi per farsi raccontare com’era andata,

a quando si scrivevano lettere d’amore con le farfalle nello stomaco,

a quando si riusciva a parlare in faccia per chiarire una litigata, magari dopo aver provato mille volte davanti allo specchio,

a quando… era tutto più bello, più semplice… più… vero !!!

Da Zero a Infinito

Mercoledi 28 giugno 2017

Uno spettacolo dedicato ai numeri ed alla matematica, elementi silenziosi di tutto ciò che ci circonda. Un fiore, un fiocco di neve, una dolce melodia o gli splendidi colori di un tramonto... ognuno di essi è il risultato di complesse formule matematiche o frutto di reazioni chimiche... numeri, semplici numeri.

Questo spettacolo è stato rinviato al giorno seguente, a cause di un fulmine che colpendo il lucernario sul tetto, ha fatto azionare il sietema antincendio. Beh, grazie ad uno straordinario lavoro d'equipe ed alla grande competenza dei tecnici del teatro, le condizioni di sicurezza sono state ripristinate a tempo di record ed è stato possibile andare in scena già il giorno seguente.

Lo straordinario corpo di ballo di Areadanza, di cui andiamo estremamente fieri, dal più grande al più piccolo ha interpretato lo spettacolo con invidiabili serietà e serenità, degne della migliore compagnia professionale.

Avanti così, grazie a tutti !!!

Canta che ti passa

Martedì 28 giugno 2016

Un omaggio alla musica, amica affettuosa che ci accompagna in ogni istante della nostra vita. Basta udire un suono per viaggiare lontano, scavare nei cassetti della memoria, sognare, ricordare, provare emozioni e ridare colore a vecchi ricordi. Con un suono, un semplice suono…

La musica, che ci piaccia o no, è legata indissolubilmente con la nostra vita. Ogni istante della nostra esistenza è accompagnato da un suono, un motivetto, un timbro vocale o una canzone. Basta udire poche note, ed ecco che nella nostra mente riaffiorano ricordi, odori, gusti o sensazioni. La musica racconta, regala, offre, apre, coinvolge. La musica è emozione, è energia, è gioia, è Aria….  La colonna sonora della nostra vita è quanto di più bello possa esistere, quanto di più emozionante sia mai stato scritto, perché sono le nostre emozioni, la nostra esperienza, la nostra esistenza.

Life : l'equilibrio degli elementi

Giovedì 25 giugno 2015

Life, vita… 

un altro concetto importante che abbiamo deciso di portare in scena, per sensibilizzare tutti noi sull’importanza dei nostri gesti, sull’impatto che questi hanno sulla nostra vita e su quella dei nostri figli. La quintessenza è la metafora della nostra stessa vita. Dobbiamo tornare ad apprezzare le piccole cose, rispettare la natura ed il nostro prossimo, smettere di dare le cose per scontate e ricominciare ad apprezzare la vita in ogni sua piccola sfumatura. Apriamoci di più, salutiamo lo sconosciuto in ascensore e… se qualcuno che non conosciamo ci fa un sorriso, non perdiamo tempo dandogli del pazzo e rispondiamo con gioia. La vita è fatta anche di questi istanti.  La leggerezza dell’Aria, la concretezza della Terra, la freschezza dell’Acqua e la forza del Fuoco possono essere i nostri stati d’animo, dei periodi della nostra vita o semplici parti del quotidiano. Non importa in quale ordine siano, ma se riusciamo a trovare l’equilibrio tra loro, allora la nostra vita sarà “semplicemente” meravigliosa…

Ice Kingdom

Domenica 21 giugno 2015

E' lo spettacolo del Dipartimento Musical di Areadanza. Uno spettacolo ispirato al film "Frozen" di Disney, in cui le coreografie sono state interpretate da bambini e adulti che si sono avvicendati sul palcoscenico in coreografie danzate, cantate e recitate, senza risparmiarsi. La storia, appasionante di suo, racchiude un importante messaggio di fratellanza, di apertura e perdono, con l'immancabile vittoria del bene dopo mille peripezie. Ed è un pò l'augurio che rivolgiamo ai nostri allievi ed a tutti gli spettatori: non demoredere mai e lottare sempre per il bene. 

Migrantes

Mercoledì 25 e giovedì 26 giugno 2014

Questo spettacolo è dedicato allo spirito miugrante che risiede in ognuno di noi. Quella fiammella che ha da sempre alimentato la curiosità dell'uomo. Questa curiosità lo ha sempre spinto a varcare i confini, ad esplorare, a conoscere. E se l'uomo non è migrante con il corpo, lo è con lo spirito. La sua anima va costantemente alla ricerca di un miglioramento. Si migra per amore, si migra per cercare una viuta migliore, si migra con lo spirito attraversoi i nostri sogni. Noi siamo esploratori, migranti, viaggiatori, sognatori. Queste caratteristiche hanno spinto l'uomo a superare i limiti, a fare grandi scoperte, a migliorare se stessi e il mondo che lo circondava. Ma se non utilizzata per cose buone, questa energia può facilmente trasformarsi in tragedia, in guerra, in sete di conquista ed avidità. E la storia, ahimé, ce lo insegna...

Tuttavia, questa luce che brilla dentro di noi non può, non deve esere spenta. Curiosità, voglia di scoprire, desiderio di conoscere sono sentimenti che risiedono dentro di noi e che, se utilizzati nel modo giusto, ci possono aiutare a migliorare la nostra vita, a trovare la feliucità. Non dobbiamo aver paura di esplorare, di conoscere, di confrontarci, di superare i limiti. Siamo tutti migranti e nella nostra anima c'è una valigia, un biglietto, un sentiero... per la felicità !!!

Eppur si muove !

Domenica 23 giugno 2013

Viaggio nel cosmo da parte di un goffo umano, appassionato di astronomia, che durante il sonno incontra un buffo esserino, proveniente da un lontano pianeta, che accetterà di essere chiamato Luigi. L'esilarante coppia, in un alternarsi di simpatiche avventure, parte per un'esplorazione nello spazio, dove Luigi mostrerà al compagno di viaggio pianeti e galassie sconosciute, gli presenterà strane creature e lo condurrà attraverso nebulose e buchi neri. Tutto questo avviene con simpatiche ambientazioni e continui richiami alla vita quotidiana, alle cose che per noi sono normali e che, forse, lo saranno anche in mondi lontani...

Sipario !

Domenica 24 giugno 2012

Il teatro ...

quella scatola magica dove tutto diventa possibile. Quel luogo suggestivo dove ognuno di noi, che vive d'arte, si sente a casa propria. Con questo saggio abbiamo deciso di rendere omaggio al teatro, culla della cultura, della storia e della tradizione di ogni popolo. Queste mura trasudano emozioni, lacrime, risate, sospiri ... 

Perchè "Sipario" ? Beh, perchè il sipario è la soglia che separa il mondo reale dal palcoscenico, dove l'artista si trasforma ed ognuno di noi può liberamente impersonare chi vuole, può volare, può combattere, può morire o risorgere... può anche sovvertire ogni legge della natura o del mondo reale. La voce narrante, quella di un misterioso custode che abita appunto nel sipario, ha accompagnato lo spettatore nei luoghi più reconditi del teatro, facendogli incontrare macchinisti, scenografi, parrucchiere, hostess... ma ha anche spiegato perchè si parla di loggione, palchi, graticcia o americane. Insomma, il teatro è patrimonio della gente e la nostra speranza è quella che anche grazie a questo messaggio che abbiamo voluto mandare, la gente si riavvicini a lui. 

Ed ora, per comprendere ancora meglio l'essenza dello spettacolo, vi lasciamo con le esaustive parole con cui si è conluso lo spettacolo

 

"... il teatro é magia e l’arte è il sale della vita.

Dobbiamo imparare dal teatro e lasciare che la sua essenza penetri sotto alla nostra pelle: sul palcoscenico passano le vere emozioni, ci sono artisti in carne ed ossa che fanno vibrare l’aria, si racconta la nostra storia, la nostra tradizione, la nostra cultura... e questa esperienza ci fa crescere perché è una ricchezza che possiamo riflettere su noi stessi, migliorando la nostra vita...

Di tanto in tanto, fermiamoci un istante e proviamo ad aprire il nostro sipario, ad oltrepassare quella soglia... spogliamoci ed offriamoci nudi al palcoscenico della vita, straripanti di emozioni...

Vedrete, sarà inebriante !

Qui tutto è possibile : possiamo recitare parole che arrivano direttamente dal cuore, diventare maghi, re o regine... o addirittura librarci nell’aria come un albatro...

Non è difficile, basta fare come quando eravamo bambini ... chiudere gli occhi e... fingersi per un attimo Peter Pan, Dumbo l’elefantino volante o Mary Poppins...

Insomma... proviamo a recitare il nostro ruolo “speciale”, calcare il palcoscenico della vita come protagonisti di noi stessi : solo così potremo vivere intensamente le nostre emozioni...

In teatro, come nella nostra vita...

ed ora, Sipario ..."

Acali Matti, ma... che storia è ???

Sabato 25 giugno 2011

E' la storia di una città dove si è cercato di dare voce a tutti gli aspetti del quotidiano che, pur essendo di fondamentale importanza, troppo spesso ci si dimentica di loro e li diamo quasi per scontati o, ancor peggio, superflui. Ed è così che sono stati portati in scena i pompieri, gli operai, i medici, i postini, la polizia e tante altre cose della normalità. Scherzando e giocando, la speranza è quella di avere invitato tutti a fermarsi a riflettere e capire il perchè l’operaio rallenta il traffico, perchè la sirena dei pompieri ci sveglia di notte, perchè il poliziotto corre come un matto per le strade piuttosto che su quanto sia difficile il lavoro del sindaco.

La chiave di lettura di tutto questo deve passare necessariamente attraverso un sentimento troppo spesso dimenticato o ignorato : il Rispetto. Che sia verso la natura, verso il prossimo, verso se stessi o verso un vecchio che ha perso la speranza di trasmettere le sue esperienze, piuttosto che verso un clochard che, pur avendo grandi storie da raccontare, per dignità ed amor proprio preferisce nascondersi nel buio, il rispetto è necessario per far funzionare ogni cosa: che sia una scuola di danza, una grande città ... o la vita!!!

Questa storia ha trovato la collocazione naturale nella rappresentazione ideale di una città. ACALI MATTI è, infatti, l’anagramma di “LA MIA CITTA’”, un posto dove vige il rispetto a tutto tondo e dove lo staff di Areadanza augura a tutti di poter vivere serenamente.

La storia, inventata dalla direttrice artistica Gaia Lemmi che ne ha curato anche la regia, è stata abilmente e piacevolmente raccontata grazie alle coreografie ideate dai nostri bravi insegnanti: Gaia per Modern-Jazz e Classico, Denise Storti per Hip-Hop e Modern, Silvia Grassellini e Leonarda Raimondi per il classico, Francesca Risaliti per il contemporaneo e Fabrizio Mario Manachini per il laboratorio coreografico, acclamati a gran voce da tutti gli allievi commossi al termine dello spettacolo.

Un amico inseparabile

Domenica 20 giugno 2010

Come ogni anno, dietro al titolo c'è una storia, un filo conduttore che lega tutte le coreografie ed accompagna lo spettatore e gli interpreti verso il messaggio che si vuole trasmettere.

L'amico inseparabile non era che una rappresentazione allegorica del tempo, considerato un'entità che ci accompagna nel corso della vita. Si è giocato con il tempo, accelerandolo e rallentandolo entrando in un'altra dimensione che ha permesso di vedere immagini di straordinaria armonia e poesia come lo sbocciare di un fiore o una semplice goccia d'acqua che cade. Poi il testimone è passato al tempo stesso, che si è concesso all'uomo ed ha esaudito il desiderio di viaggiare nel tempo. Si è dunque partiti dalla preistoria, arrivando ai giorni d'oggi dopo essere passati attraverso il medioevo. Il palcoscenico si è quindi popolato di greci, romani, egizi, monaci, crociati, giullari, Eva Peron e Marilyn Monroe, toccando anche tematiche profondamente tragiche come la guerra ed altre entusiasmanti come dei remix dei mitici anni 60 o dei goderecci 80 e 90.

Il saggio si è poi concluso con il tempo che ha salutato, esortando spettatori ma soprattutto interpreti a non sprecare un solo istante della loro splendida vita, di vivere ogni secondo come se fosse l'ultimo e di fare del bene agli altri perchè, prima o poi, verrà restituito.

Lo spettacolo è filato via in un batter d'occhio, ed il successo più grande è stato vedere come tutti gli interpreti si siano divertiti e goduti la serata ... la loro serata !!!

Un grazie particolare ad ogni allievo, alle loro famiglie, ai coreografi Silvia Grassellini e Leonarda Raimondi per il classico, Gaia Lemmi per propedeutica e modern-jazz, Denise Storti per l'Hip-Hop, Fabrizio Mario Manachini per il laboratorio coreografico e Francesca Risaliti per il contemporaneo.

 

Nel Cilindro niente conigli

Domenica 21 giugno 2009

“NEL CILINDRO NIENTE CONIGLI” è il titolo dello spettacolo tenutosi domenica 21 giugno al Teatro Goldoni di Livorno. Questa serata, tra il tripudio delle oltre seicento persone presenti nel teatro, ha segnato la fine delle lezioni ed il debutto di AREADANZA sul panorama artistico della città di Livorno.

Ma cosa c’è dietro a questo curioso titolo? AREADANZA era uno dei sogni più grandi di Gaia, uno di quelli che ognuno di noi custodisce gelosamente dentro di se, con la speranza di poterli realizzare prima o poi nella vita. Ed è da qui che è nata l’idea di questo spettacolo: partendo dai sogni e dai desideri che tutti noi abbiamo fin da piccoli e che nel corso della nostra vita speriamo e cerchiamo ostinatamente di realizzare. Non è sempre facile, ma è bello credere che se ti ci dedichi con tutto te stesso, che se porti avanti le tue idee con convinzione e serenità, rispetto per gli altri e per se stessi, amore, passione e sacrificio, prima o poi ce la fai. “NEL CILINDRO NIENTE CONIGLI” ha voluto richiamare allegoricamente a riflettere sulla vita, su quanto di bello ci può accadere ma anche sulle sue difficoltà, sulle scalate che iniziano sin da bambini, sugli ostacoli e sugli stratagemmi che impariamo per far fronte alle emergenze o superare gli ostacoli. A volte, però, si rende necessario l’aiuto del prestigiatore, che prende il cilindro ed estrae un trucco per risolvere il problema. Ma quel cilindro, apparentemente magico, non è altro che la nostra esperienza. Il prestigiatore, poi, come in un rituale passaggio di consegne, consegna il cilindro ad ognuno di noi, e noi dovremo passarlo a chi ci sta accanto... Che bella la vita, vero ?

Gaia, con questo saggio, spera che il messaggio giunto alle allieve sia il più sincero augurio che ognuna di esse possa realizzare i suoi sogni più grandi, proprio come è stato per lei.

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via Ferraris 4H, 57124 Livorno (Italy) - tel. +39 0586 854000 - info@areadanzalivorno.com

 

Areadanza è una s.s.d. a r.l. affiliata al CONI. Tutte le attività pubblicitarie sono finalizzate alla promozione ed alla diffusione della danza